Non siamo esseri separati che ogni tanto si incontrano. Siamo esseri che esistono attraverso le relazioni.

C’è una convinzione molto diffusa nella nostra cultura: pensiamo che la felicità dipenda soprattutto da ciò che possediamo, da ciò che realizziamo o da ciò che riusciamo a controllare. Lavoriamo per avere più sicurezza, cerchiamo riconoscimento, accumuliamo esperienze, inseguiamo obiettivi. Eppure, quando ci chiediamo quali siano stati i momenti più significativi della nostra vita, quasi mai ricordiamo un oggetto o un successo. Ricordiamo un incontro, una persona, uno sguardo, una parola arrivata nel momento giusto, una presenza che ci ha fatto sentire visti. Forse perché la nostra esistenza è molto più relazionale di quanto siamo abituati a pensare. Le relazioni sono fondamentali.

Nessuno cresce da solo

Sin dalla nascita impariamo attraverso gli altri, e la nostra identità prende forma nella relazione. Le parole che ascoltiamo diventano il linguaggio con cui parleremo a noi stessi; lo sguardo che riceviamo diventa, nel tempo, il modo in cui guarderemo il mondo. Persino molte delle nostre paure e delle nostre convinzioni non nascono dentro di noi: vengono apprese, trasmesse, imitate. Le relazioni, insomma, non sono un’aggiunta alla vita: rappresentano il terreno nel quale la vita cresce.

Il problema non sono gli altri

Quando una relazione si incrina, siamo portati a cercare rapidamente un responsabile. L’altro non ci comprende, non cambia, ci ferisce. Talvolta può essere vero. Ma spesso il conflitto nasce anche dal modo in cui interpretiamo la realtà: entriamo in relazione attraverso le nostre aspettative, le nostre paure, le nostre esperienze passate. Vediamo ciò che temiamo di vedere, ascoltiamo ciò che conferma le nostre convinzioni, reagiamo prima ancora di comprendere. Così, molto spesso, due persone non si incontrano davvero: si incontrano due interpretazioni della realtà.

La relazione è una competenza

Saper stare in relazione non significa essere sempre d’accordo, evitare i conflitti o rinunciare alle proprie idee. Significa sviluppare alcune capacità che raramente ci vengono insegnate: ascoltare senza preparare subito una risposta, distinguere i fatti dalle interpretazioni, riconoscere le proprie reazioni prima che guidino le nostre azioni, accogliere la complessità senza ridurre tutto a “giusto” o “sbagliato”, cercare comprensione prima di cercare consenso. Sono capacità che si apprendono, come si apprende una lingua o uno strumento musicale.

Un nuovo paradigma

Per molto tempo abbiamo pensato all’essere umano come a un individuo che, solo in un secondo momento, entra in relazione con gli altri. Forse è il contrario: diventiamo davvero noi stessi proprio attraverso relazioni sufficientemente sicure, autentiche e profonde. L’identità non si impoverisce nelle relazioni, si costruisce, si rivela. E la libertà non consiste nell’essere indipendenti da tutti, ma nel poter entrare in relazione senza perdere se stessi.

Domanda per il lettore sulle relazioni

Quale relazione della tua vita, se diventasse anche solo un po’ più autentica, trasformerebbe profondamente il tuo modo di vivere?

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